L' EURO 

(giugno 1998)

Modalità e tempi dell'euro
Identikit dell'euro
Sarà una moneta stabile?
Le tappe dell'euro
I vantaggi dell'euro
Un po' di storia

 

 

 

 

INTRODUZIONE

La nascita dell'euro, la moneta unica europea, rappresenta un momento storico che cambierà le nostre abitudini quotidiane. Con l'euro infatti tutti i paesi che aderiscono all'Unione europea (Francia, Italia, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Svezia, Finlandia) accantoneranno le monete nazionali per usare tutti la stessa moneta.

L'euro, così battezzato nel dicembre 1995 dal Consiglio europeo di Madrid, nascerà il 1° gennaio 1999. Fino al 1° luglio 2002 potremo usare sia monete e banconote in euro, sia monete e banconote nazionali. Dal 1° luglio 2002 invece le lire italiane, i marchi tedeschi, le pesetas spagnole e tutte le altre monete dei singoli Paesi saranno sostituite integralmente dall'euro.

La moneta unica rappresenta la fase finale del mercato unico, entrato in vigore nel gennaio 1993: un mercato europeo in cui scompaiono tutti gli ostacoli alla libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali.
A causa delle oscillazioni dei tassi di cambio, oggi non tutti questi ostacoli sono stati eliminati; con l'euro avremo una moneta forte e stabile che risolverà questi problemi e che porterà a compimento il processo di unificazione dell'Europa.

L'euro - la nostra moneta unica, ha avuto un "antenato": l'ECU (European Currency Unit o unità monetaria europea). All'interno dello SME (Sistema Monetario Europeo), l'ECU è l'unità di misura economica degli Stati membri. L'ECU, attraverso complessi calcoli, è il risultato dei valori delle monete degli Stati membri dell'Unione e riflette pertanto l'andamento delle economie dei singoli Paesi. L'euro sarà invece una moneta reale, il suo valore verrà stabilito in base al valore delle monete europee più stabili e diventerà il simbolo dell'identità europea.

Avere un'unica moneta in tutti i Paesi europei, oltre a sottolineare l'appartenenza alla stessa comunità, apporterà notevoli vantaggi e benefici a tutte le categorie di persone, dai dirigenti d'impresa, agli studenti, dai pensionati ai turisti. I risparmi delle famiglie europee saranno convertiti infatti in una solida moneta al riparo dall'inflazione, sarà possibile stipulare polizze assicurative nei Paesi che offrono condizioni più vantaggiose, le imprese che effettuano scambi commerciali in Europa non dovranno più preoccuparsi di perdere soldi a causa delle oscillazioni dei tassi di cambio, per viaggiare in Europa non si dovranno più fare code in banca per cambiare le lire in valuta straniera (marchi, fiorini, pesetas etc.).

 

 

 


MODALITÀ E TEMPI DELL'EURO

Per poter usare l'euro e far sì che sia una moneta forte e stabile fin dalla sua nascita, i Paesi dell'Unione europea devono rispettare alcune regole stabilite dal Trattato di Maastricht.
Queste regole sono chiamate criteri di convergenza economica, e si riferiscono a cinque ambiti economici: i tassi di cambio, l'inflazione, i tassi di interesse, il debito pubblico e il deficit pubblico.
Entreranno nell'euro solo i Paesi che, nel maggio 1998, avranno rispettato queste regole.
Vediamo una per una queste regole.
Stabilità del cambio : le monete che si fonderanno nell'euro devono far parte dello SME da almeno due anni e in questo periodo non devono aver registrato alte fluttuazioni o svalutazioni.
Inflazione bassa : l'inflazione non deve essere superiore dell'1,5% rispetto ai tre Paesi dell'Unione che, durante l'anno precedente la decisione sui Paesi che parteciperanno all'euro, hanno avuto l'inflazione più bassa.
Tassi di interesse : i tassi di interesse di lungo periodo non dovranno essere superiori del 2% ai tassi dei tre paesi con l'inflazione più bassa.
Debito pubblico : la quota del debito pubblico di un Paese deve tendere al 60% del Prodotto interno lordo (PIL).
Deficit pubblico : il deficit pubblico non deve essere superiore al 3% del PIL. Se lo supera deve ridursi progressivamente a questo valore.

Il calendario euro.
L'euro è il successore dell'ECU e come sappiamo nascerà nel 1999. Ma, per abituare i cittadini europei a usare questa nuova moneta, già dal 1996 l'euro è stato introdotto, in via sperimentale, in piccoli centri del Belgio, della Francia, della Germania e dell'Olanda per poi, nel 1997, arrivare anche in Italia nei Comuni toscani di Fiesole e Pontassieve. Da ottobre sono in circolazione in queste località, banconote da 3 euro e monete da 1 euro e da 50 centesimi. In queste località si possono fare acquisti sia con l'euro, sia con le lire italiane.
Le fasi per l'introduzione della moneta unica sono tre.
Prima fase
La prima fase, iniziata il 1° luglio 1990 e terminata il 31 dicembre 1993, è stata principalmente caratterizzata dal completamento del mercato unico, con la rimozione delle residue restrizioni ai movimenti di capitale.
Seconda fase. La seconda fase, iniziata il 1° gennaio 1994, terminerà il 31 dicembre 1998. Ha un carattere più spiccatamente preparatorio; si deve infatti realizzare il processo di convergenza delle condizioni macroenomiche e istituzionali e si deve portare a compimento la preparazione tecnica alla moneta unica da parte dell'Istituto Monetario Europeo (IME)
Terza fase. La terza fase avrà inizio il 1° gennaio 1999. Sarà introdotto l'euro, la moneta unica, e avverrà l'attribuzione della politica monetaria e del cambio uniche da parte della Banca Centrale Europea (BCE).

 

 



IDENTIKIT DELL'EURO

La nuova moneta sostituirà nei Paesi dell'Unione europea quasi 12,7 miliardi di banconote per un valore complessivo di 700 mila miliardi di lire, mentre saranno sostituite 70 miliardi di monete (8,5 in Italia) per un peso totale di circa 300 mila tonnellate. Per evitare le falsificazioni, sono previsti tre accorgimenti: 1. stampa in rilievo; 2. utilizzo di carta composta con fibre fluorescenti; 3. uso della filigrana multitono. Le caratteristiche e i disegni della nuova cartamoneta sono stati scelti attraverso un concorso al quale hanno partecipato 44 progetti. Al termine della selezione, il progetto prescelto è stato quello del disegnatore austriaco Robert Kaliela.
Banconote. Le banconote saranno di sette tagli diversi: 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro. Sul primo lato appare il profilo geografico dell'Europa e un ponte, metafora dell'Unione e collegamento tra i vari Paesi e popoli europei. Sull'altro saranno raffigurate finestre e portali circondate dalle 12 stelle simbolo dell'Unione europea. Gli elementi architettonici raffigurati richiamano sette stili e periodi storici dell'Europa: il classico, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco, il liberty e il contemporaneo. Vi sarà stampata la parola "euro" che ha il vantaggio di poter essere scritta allo stesso modo in tutte le lingue dell'Unione. Il nome "euro" sarà scritto in caratteri latini e greci e sarà posto accanto alla bandiera dell'Unione europea con 12 stelle. Le stelle rimangono 12 anche se  il numero dei Paesi è aumentato. In questo lato saranno inoltre incluse le iniziali della Banca Centrale Europea (BCE), in cinque varianti linguistiche, la firma del suo presidente e l'importo.
Monete. Gli "spiccioli" dell'euro avranno in comune un solo lato. L'altro lato avrà illustrazioni diverse in ogni Paese europeo. I valori previsti sono otto: monete da 1 e 2 euro e da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi. Tutte le monete saranno di forma rotonda tranne quella da 20 centesimi a "fiore spagnolo", con sei petali appena tratteggiati e il bordo leggermente sagomato. Queste monete avranno tutte i bordi e i disegni in rilievo per facilitarne il riconoscimento da parte dei non vedenti. Anche in questo caso, per la scelta del disegno della moneta, è stato bandito un concorso europeo. Fra i nove progetti finalisti è stato scelto quello del disegnatore belga Luc Lucyx.
Il suo disegno è costituito da sei linee che attraversano tutto il lato della moneta unendo le 12 stelle che, poste sei su di un lato e sei sull'altro con l'Europa o il mondo in mezzo, sono affiancate dal valore e dalla scritta "Eurocent". Sulle monete da 1, 2 e 5 centesimi troveremo l'Europa in un mappamondo. Questi centesimi avranno la caratteristica di essere di colore rosso perché composti di rame e acciaio. Sulle monete da 10, 20 e 50 centesimi appare l'Europa e le nazioni che la compongono. Queste monete saranno gialle perché realizzate in "nordic gold", una lega composta di rame, alluminio, zinco e stagno. Sulle monete da 1 e 2 euro troveremo la raffigurazione dell'Europa unita con l'indicazione del valore e la scritta euro. Queste monete saranno bimetalliche come le 500 e le 1000 lire italiane. La moneta bimetallica infatti è una creazione italiana brevettata dalla Zecca dello Stato.
Non siamo ancora in grado di stabilire con esattezza a quante lire corrisponderà un euro. Considerando i valori correnti delle valute nazionali l'euro potrebbe valere tra le 1900 e le 2000 lire. Siccome l'euro verrà convertito in base al valore dell'ECU del 31 dicembre 1998, prenderemo il valore dell'ECU al 20 febbraio 1998 come esempio (1 ECU = 1948 lire).

 

 

 


SARÀ UNA MONETA STABILE?

L'introduzione dell'euro è un'operazione di conversione: le lire italiane (così come le altre valute nazionali) non esisteranno più, ma questo non vuol dire che non ci saranno più soldi. Infatti se una famiglia ha, ad esempio, 50 milioni in banca, questi soldi saranno "ridenominati" (cioè convertiti) in euro. Se il valore di 1 euro sarà tra le 1900 e le 1950 lire, i 50 milioni del nostro esempio corrisponderanno a circa 25.000 euro. E questi 25.000 euro avranno lo stesso potere d'acquisto - cioè lo stesso valore - dei 50 milioni di lire di prima. Questa operazione di conversione porterà alla sostituzione di tutte le monete dei Paesi europei con l'euro : ciò significa che 370 milioni di persone (la popolazione dei 15 Paesi dell'Unione europea) avranno la stessa moneta.
Considerando che la popolazione americana è di circa 263 milioni di persone e la popolazione europea è di 370 milioni, ci rendiamo immediatamente conto delle dimensioni e dell'importanza dell'introduzione dell'euro. Solo l'impero romano, in passato, era riuscito a tanto, ma attraverso il dominio militare e non attraverso un processo di integrazione culturale e civile.
La Banca Centrale Europea (BCE), che nascerà nel 1998, avrà il compito di garantire la stabilità della moneta unica. La sua struttura e il suo funzionamento saranno modellati su quelli della Banca Federale Tedesca, la Deutsche Bundesbank.

 

 

 


LE TAPPE DELL'EURO

La prima fase dell'Unione politica e monetaria europea è scattata il 1° luglio 1990, con la liberalizzazione dei movimenti di capitali: sono stati aboliti i controlli e le restrizioni nei cambi, in modo da permettere a tutti i cittadini europei di poter liberamente investire i propri risparmi in qualsiasi Paese della Comunità. Nel gennaio 1993 è entrato in vigore il Mercato unico con l'abolizione delle frontiere doganali per permettere la libera circolazione di persone, capitali, merci e servizi. Questo processo ha prodotto stabilità del tasso di cambio di ciascuna moneta nazionale rispetto alle altre monete e rispetto all'ECU. L'ECU continuerà a funzionare e ad esistere fino alla sua totale sostituzione con l'euro.
La seconda fase ha avuto inizio il 1° gennaio 1994, con la creazione a Francoforte, in Germania, dell'Istituto Monetario Europeo (IME) che ha il compito di preparare il terreno per la costituzione della BCE e del SEBC. Tra i compiti dell'IME i più importanti sono quelli di intensificare la cooperazione tra le banche centrali nazionali dell'Unione e di coordinare le politiche monetarie degli Stati membri per garantire la stabilità dei prezzi sul mercato.
Sempre nel 1994 è nato a Bruxelles lo Spazio Economico Europeo (SEE), il più grande mercato comune del mondo, con 370 milioni di consumatori. Nel dicembre '95 il Consiglio europeo di Madrid ha sancito la nascita dell'euro.

 

 

 


I VANTAGGI DELL'EURO

Ma quali effettivi vantaggi avremo con l'euro ? Vediamone alcuni.

Con l'inflazione bassa, ci sarà una maggiore stabilità dei prezzi e se i prezzi rimarranno stabili, gli stipendi e le pensioni non perderanno valore (cioè potere d'acquisto). Viaggiare costerà di meno, perché non dovremo più sostenere i costi bancari per cambiare le lire nella valuta del Paese europeo in cui vogliamo andare. I tassi di interesse per i prestiti saranno più bassi, e chi vuole chiedere, ad esempio, un prestito per comprare la casa dovrà spendere meno soldi. Se in tutta Europa i prezzi dei prodotti sono indicati in euro, sarà più facile fare confronti e acquistare il prodotto che costa meno: ciò aiuterà la concorrenza tra i vari Paesi europei.

Per fare in modo che l'euro nasca e si mantenga nel tempo forte e stabile, il Governo italiano ha firmato, insieme agli altri Paesi candidati a entrare nell'euro, un "Patto per la stabilità e la crescita ": questo patto impegna l'Italia e gli altri Paesi a mantenere i propri conti sotto controllo, una finanza pubblica equilibrata e una inflazione bassa; ha deciso inoltre la creazione di un secondo SME (SME 2) per quei Paesi europei che non sono riusciti a rispettare le regole stabilite dal Trattato di Maastricht e che quindi non aderiranno subito alla moneta unica, ma in un secondo tempo.

 

 

 


UN PO' DI STORIA

Il Trattato di Roma del '57 ha creato la Comunità Economica Europea (CEE), una istituzione che aveva il compito di favorire lo sviluppo delle economie dei Paesi aderenti; non era però ancora prevista una politica monetaria comune, cioè l'adozione della moneta unica.
Il problema della politica monetaria europea si pose alla fine del sistema di Bretton-Woods. Questo sistema, varato nel luglio del '44, fu uno stratagemma per porre fine alla grande crisi economica mondiale del 1929-30. Questa crisi fu innescata dalle politiche commerciali dei Paesi che, nel tentativo di aumentare le esportazioni, favorirono una svalutazione a catena delle proprie monete. Nel 1944 fu firmato un accordo chiamato Accordo di Bretton-Woods, (dalla cittadina dello Hampshire dove la convenzione fu sottoscritta), che adottava il dollaro, convertibile in oro, come valuta di riferimento per tutti i paesi aderenti. Ogni governo doveva fissare il prezzo ufficiale della propria valuta, (parità), in oro o in dollari. Nel 1971, dopo 25 anni, il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon sospese la convertibilità del dollaro in oro abolendo così di fatto il sistema. Già nel 1971 in Europa era stato avviato un piano per creare un'unione economica e monetaria. Il piano, noto come piano Werner, già prevedeva l'istituzione di una moneta unica da realizzarsi nella sua fase finale. Nasceva così il cosiddetto "serpente monetario" che prevedeva la totale convertibilità e fissità del prezzo ufficiale tra le monete europee, mantenendo entro il 2,25% le fluttuazioni al rialzo o al ribasso sia tra le monete europee sia rispetto al dollaro. La fine di Bretton-Woods rese il "serpente monetario" inutile. La Comunità europea nel marzo 1979 creò il Sistema Monetario Europeo (SME). Scopo dello SME fu la creazione di una cooperazione monetaria più vincolante per evitare l'instabilità economica e monetaria dei Paesi europei. Lo SME è dunque un accordo internazionale che regola i rapporti di cambio tra le monete dei Paesi membri della CEE inseriti nel paniere ECU. Nel '93 l'entrata in vigore del Mercato unico ha congelato la composizione del paniere Ecu. Il valore di ciascuna moneta è ora fisso e non sono più possibili le fluttuazioni di valore delle singole monete.